Rizectomie Bari

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La rizectomia è una procedura chirurgica parodontale che fa parte della chirurgia radicolare, ossia quella branca che si occupa delle alterazioni che colpiscono la radice del dente, perciò la porzione immessa all'interno dell'osso alveolare. In particolare questa procedura prevede l'asportazione di una radice dentale nel caso sia stata compromessa da gravi patologie.

 

 

A chi è rivolto questo tipo di intervento?

Ci sono diverse patologie che portano a questa soluzione; ciò che hanno tutti in comune però è la presenza di almeno una doppia radice. L'intervento è infatti eseguibile solamente su quegli elementi dentali che presentano più radici perciò nei cosiddetti denti pluriradicolari. Di regola gli elementi pluriradicolari sono rappresentati da primi premolari superiori e primi, secondi, terzi molari inferiori anche detti denti del giudizio (nello specifico questi possiedono due radici). In più ci sono anche i primi, secondi e terzi molari superiori che presentano tre radici. Naturalmente in natura esistono diverse varianti, ma in linea generale l'assetto è questo. I motivi per cui una radice può subire una compromissione sono tanti. Può essere dovuta a perdite ossee in senso verticale o a lesioni del punto di biforcazione (o triforcazione) delle radici talmente gravi che non possono essere curate con trattamenti meno invasivi. Altre cause risiedono in perforazioni della cavità della polpa dovuta a malattie o insorte in seguito a terapia odontoiatriche (ossia in termine tecnico iatrogene); oppure si possono considerare perforazioni o riassorbimenti di una delle radici. La rizectomia è utile anche nel caso di un dente pluriradicolare con una singola radice fratturata o con un granuloma che non si riesce a debellare; difatti il granuloma è un'infiammazione della radice e dei tessuti circostanti dovuta ad un'infezione batterica che si manifesta in seguito a carie o fratture e che nel 10% dei casi riesce a perdurare nonostante le terapie. Infine anche la presenza di carie ad uno stato di aggravamento molto avanzato può rendere le radici non curabili, trattabili o ricostruibili.

 

 

In cosa consiste nello specifico il trattamento?

La rizectomia è un intervento che viene eseguito quando non ci sono altre possibilità di recupero della radice. È una delle casistiche di estrazione meno frequenti, ma ciò non vuol dire che non sia valida e sicura. Il trattamento prevede la devitalizzazione del dente in questione e pertanto la rimozione della polpa e di tutti i tessuti compromessi dall'infiammazione o dalla patologia specifica. La radice danneggiata e compromessa viene quindi separata ed estratta. La rizectomia è spesso seguita da un trattamento protesico perché lo scopo è quello di ricostruire con materiale in composito ciò che è stato rimosso; con questo accorgimento anche se la bocca del paziente non tornerà alle condizioni originarie, potrà comunque svolgere le sue funzioni masticatorie.

 

 

Quali sono le possibili complicanze che possono insorgere?

Essendo un intervento invasivo, è possibile che ci siano diverse complicanze. Ad esempio possono insorgere dei danni nel punto dell'osso in cui è stata amputata la radice: in questo caso quindi il trattamento protesico successivo è reso più difficile, se non proprio impossibilitato. Un'altra complicanza consiste nel fatto che la rimozione della radice problematica potrebbe lasciare il dente in una situazione di indebolimento: si perde perciò la stabilità fisiologica in quanto le radici residue non sono in grado di svolgere il lavoro in autonomia. È infine possibile che si verifichi una gengivite cronica che complichi l'operazione di ripristino della corona dentale. È necessario quindi che il medico dialoghi col paziente durante la visita preliminare, in modo da spiegare quali siano sia i rischi che i benefici di una terapia così impegnativa.

 

 

Che risultati si possono ottenere?

I risultati ottenuti sono in genere ritenuti soddisfacenti. Se non si procede con la rizectomia spesso l'alternativa sarebbe l'estrazione completa e la ricostruzione del dente. Invece in questo modo si ha una terapia conservativa che, visto le alte percentuali di successo che la contraddistinguono, permette di allungare la salute del dente di diversi anni, sottoponendo il paziente a poco stress fisico e psicologico rispetto ad altre terapie più lunghe e costose.

 

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